Oggi vi presentiamo Michela Bortolozzi, una straordinaria designer che unisce l’amore artigianale al sostegno della sua amata città: Venezia.
Michela utilizza la sua arte per sensibilizzare su questioni sociali ed ambientali. Relight Venice è un progetto che ha avviato durante il lockdown, quando guardando fuori dalla finestra vedeva il buio totale, una città deserta a causa di tutte le case vacanza e allo spopolamento dei locali. Un’esperienza estremamente solitaria, specialmente per una persona come Michela, che è dovuta tornare a Venezia dal Marocco a causa del Covid, dove stava lavorando su progetti di grande impatto sociale che collegavano l’arte al sostegno delle comunità locali. Vedere la sua città così deserta e vuota, distrutta dal turismo ma allo stesso tempo completamente dipendente da esso, l’ha fatta riflettere e l’ha spinta ad agire. Eat and Run è il nome del suo laboratorio, a ricordo di come il turismo di massa stia distruggendo Venezia. Un tempo Venezia era piena di artigiani, piccole attività locali e una fervente comunità di oltre 150.000 abitanti. Oggi ci sono meno di 50.000 residenti che faticano a sopravvivere a causa dei costi elevati di vita, delle infrastrutture scadenti e sempre più attività locali vendute al miglior offerente, che vendono merce economica ad un turismo mordi e fuggi.
Dove è finita l’anima vera di Venezia? È troppo tardi per ridarle la sua luce?
Non per Michela, che ha messo il suo incredibile talento al lavoro creando candele che raffigurano l’iconica architettura veneziana e simpatici lecca-lecca architettonici. Quando li consumi, rimane solo il bastoncino, a simboleggiare il sovraconsumo e il sovraturismo. Michela è determinata ad aiutare la trasformazione di Venezia da una città che la gente vuole solo visitare da un luogo in cui la gente vuole vivere.
Per fare questo ha già messo in atto collaborazioni con altri artigiani, dai maestri di gondola ai soffiatori di vetro, ai mascherare. Con loro crea oggetti artigianali di alta qualità realizzati esclusivamente da veneziani. Souvenir di qualità che i turisti possono acquistare non solo perché unici e belli, ma anche come segno di cura e sostegno per la città. Una scelta consapevole per restituire a Venezia la sua luce, prendendoci cura di lei e acquistando solo da business locali. Bisogna far passare il concetto che comprando souvenir di importazione si sta contribuendo all’estinzione di Venezia.
Collaborazione con il carcere femminile di Venezia
Il progetto ha ottenuto un enorme successo e la richiesta delle sue candele è aumentata così tanto che non può più farcela da sola. E, nel vero stile di Michela, invece di seguire la strada convenzionale, ha scelto di contattare il carcere femminile di Giudecca e collaborare con le detenute per aiutarla a produrre più candele. Sta ora insegnando alle detenute, aiutandole a sviluppare nuove competenze e farle sentire parte di un progetto che è buono per Venezia, per le persone e per l’ambiente.
Unexpected Italy è qui per aiutare e sostenere Michela nel sensibilizzare e trovare soluzioni, perché solo insieme possiamo non solo ridare luce a Venezia, ma unire i tanti artigiani italiani che daranno forma al futuro del Made in Italy!
Se ti trovi a Venezia, vai a conoscere Michela nel suo laboratorio in Calle Zancani a Cannaregio, dove ti accoglierà come ospite e ti farà sentire come un locale. Puoi anche visitare il suo sito web qui.
Oggi ci sono solamente 50.000 residenti che faticano a sopravvivere a causa dei costi elevati della vita, delle infrastrutture scadenti e sempre più attività locali vendute al miglior offerente, che vendono merce economica per il turismo di massa