Luglio 18, 2025

Antichi mestieri in via d’estinzione a Venezia

Non c’è solo il fascino dei canali o delle maschere: Venezia custodisce, silenziosa, un patrimonio vivo fatto di mani, passione e memoria. Ci sono mestieri che il tempo ha reso rari, fragili, quasi invisibili. Mestieri che sopravvivono grazie a pochi artigiani ostinati, che giorno dopo giorno tengono accesa una fiammella contro l’omologazione. In questo articolo li abbiamo cercati, ascoltati, raccontati. Perché conoscere questi mestieri è anche un modo per conoscere una Venezia più vera, più intima, e, purtroppo, in pericolo.

I Remèr: gli ultimi custodi della voga veneta

In laguna si voga in piedi, alla veneta.

Un gesto antico, elegante, che ha bisogno di due strumenti essenziali: il remo e la forcola. Non sono semplici attrezzi, ma vere e proprie sculture funzionali, scolpite a mano con precisione millimetrica. Ogni curva della forcola ha una funzione, un equilibrio unico da rispettare. Per questo ancora oggi vengono realizzate su misura, in base alla barca e al corpo del vogatore.

Il lavoro del remèr è tra i più antichi di Venezia. Un mestiere che si tramanda da secoli, immutato nei gesti e nei materiali. Eppure oggi ne restano soltanto quattro.

Saverio Pastor – Le Forcole

Veneziano dell’Anno 2023, è il decano dei maestri remèri. Dal 1975 porta avanti l’arte della costruzione di remi e forcole con umiltà e passione. Ha fondato l’associazione El Felze per preservare e promuovere l’artigianato lagunare. È un simbolo vivente della tradizione veneziana.

Piero Dri – Il Forcolaio Matto

Ex astronomo, oggi artigiano, è il più giovane remèr di Venezia. Con la sua bottega “Il Forcolaio Matto”, unisce tecnica, creatività e sostenibilità. È tra i volti più innovativi del nuovo artigianato veneziano.

Paolo Brandolisio

Allievo diretto del maestro Giuseppe Carli, porta avanti la storica bottega dal 1987. Il suo laboratorio è un salto nel passato, dove la tradizione si mescola con la modernità, per raccontare la vera Venezia.

Franco Furlanetto

Prima vogatore, poi artigiano, Franco lavora nel sestiere di San Polo. Ha imparato il mestiere da Pastor e oggi costruisce forcole con lo stesso amore che aveva per la voga.

Il lavoro dei remèri è lento, preciso e profondamente legato all’identità lagunare. Visitare una delle loro botteghe è come entrare in una cattedrale del silenzio. Non un’attrazione turistica, ma un luogo vivo, dove ogni giorno si rinnova una tradizione secolare.

 

Le vere maschere di Venezia: la pelle che racconta

In una città piena di maschere, distinguere quelle vere da quelle commerciali non è semplice.

Le maschere autentiche, quelle realizzate a mano da maschereri veneziani, sono rare. E tra tutte spicca Carlo Setti, con il suo laboratorio La Pietra Filosofale.

È l’unico artigiano che lavora esclusivamente con la pelle, dando vita a volti unici, espressivi, quasi parlanti. Ogni pezzo è frutto di tecnica, arte e ritualità. Nessuno show, nessuna esposizione turistica: solo legno, corno, acqua e mani.

Carlo crea maschere per attori e appassionati di Commedia dell’Arte. Perché qui la maschera non è un oggetto di scena: è un simbolo di libertà e trasformazione.

Altri atelier da scoprire (presenti sull’app Unexpected Italy) sono: Ca’ Macana, Tragicomica, Ca’ del Sol, La Bottega dei Mascareri, Mistero Buffo, Atelier Marega e Casin dei Nobili.

 

Le Impiraresse: l’arte dimenticata delle perline

Un tempo, lungo le calli, era comune vedere donne sedute fuori casa, concentrate su ciotole piene di perline. Erano le Impiraresse, e infilavano minuscole perle di vetro con una velocità sorprendente.

Le perline, prodotte a Murano, venivano selezionate e ordinate per creare collane, decorazioni sacre e ornamenti esportati in tutto il mondo.

Era un lavoro tramandato di madre in figlia, fatto di precisione, pazienza e maestria.

Oggi una delle ultime tracce di questa tradizione è la Corte delle Impiraresse, nel sestiere di Cannaregio. Un luogo silenzioso e nascosto, ma ricco di memoria.

 

I mestieri in via d’estinzione sono il cuore pulsante di una città che rischia di perdere la sua anima. Ma finché ci sarà chi vorrà ascoltarli, visitarli, rispettarli, questi mestieri continueranno a vivere.

E se vuoi scoprire dove trovarli, quando visitarli e come entrare davvero in contatto con loro, scarica la nostra app Unexpected Italy: è il tuo passaporto per vivere la Venezia che nessuno ti racconta.

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